Allison, Nicole, e la salute mentale

Allison, Nicole, e la salute mentale

In questo episodio sentirete Allison Dye e Nicole Calvani che raccontano della loro salute mentale. Condividono le loro esperienze con i disturbi cognitivi, il disturbo ossessivo compulsivo (DOC), DSA, ADHD e disturbi del linguaggio.

Trascrizione

Questa trascrizione è stata scritta da Nicole Calvani. Se vuoi aiutare anche tu con le trascrizioni del podcast contattaci!

 

Allison Dye: Ciao a tutti e benvenuti al podcast “Ma Non Sembri Malata”, io sono Allie e sono qui con la mia amica Nicole.

Nicole Calvani: Ciao a tutti ragazzi, ciao Allie!

Allison Dye: Ciao! Come stai Nikita?

Nicole Calvani: Senti, sono un po’ provata perchè questa settimana ho avuto un po’ di diciamo problemini con la mia malattia, si è fatta sentire e si sta facendo sentire, però dai, si va. Tu?

Allison Dye: Eh uguale, uguale. Anche io sto avendo un po’ di problemi, hanno detto che sto avendo una ricaduta e in questo momento sto aspettando un appuntamento per andare a fare la Risonanza Magnetica perchè hanno paura che ho lesioni attive oppure nuove, completamente nuove. Mi sta causando un problema con le gambe, cioè non posso camminare, ci sono rimasta comunque male.

Nicole Calvani: Certo, certo, immagino Allie, mi dispiace innanzitutto e ti sono accanto lo sai.

Allison Dye: Anche io a te perché so che stai passando un momento brutto.

Nicole Calvani: Eh anche tu, diciamo che non ce la stiamo passando benissimo.

Allison Dye: Però stiamo insieme!

Nicole Calvani: Esatto.

Allison Dye: Passiamo tutto insieme. Quindi dai, allora, oggi volevamo parlare di un argomento. Ci abbiamo messo un po’ di tempo per pensare a come esporre in modo migliore questo argomento molto molto tabù anche questo direi.

Nicole Calvani: Si decisamente, è un argomento molto delicato.

Allison Dye: Sulla salute mentale ma di preciso le cose con cui siamo state diagnosticate.

Nicole Calvani: Si, sui disturbi cognitivi, DSA, ADHD, è un po’ difficile da pronunciare ahah, e varie cose insomma quindi si parlerà di svariati disturbi ecco.

Allison Dye: Si, si. Quindi iniziamo un po’ con..

Nicole Calvani: Te! Ahah

Allison Dye: Va bene ahah sisi, iniziamo con me. Allora, io sono stata diagnosticata due anni fa con il disturbo ossessivo compulsivo, e cos’è questo? Sono pensieri, immagini o impulsi ricorrenti e questi ti fanno venire ansia, ti fanno sentire disgusto ed obbligano una persona ad attuare azioni ripetitive, materiali, mentali per tranquillizzarsi. Quindi cosa vuol dire, io da bambina ero sempre molto molto ansiosa, mi preoccupavo per tutto e i miei genitori sai, sapevano che, vabbè ero ansiosa e serissima, molto molto seria da bambina. E quindi, sai, sapevano che non era proprio normale e cercavano sempre di tranquillizzarmi, ricordarmi che non dovevo preoccuparmi per tutto e cose così no? Quando sono stata diagnosticata con la sclerosi multipla la mia neurologa mi ha consigliato di prendere un appuntamento con uno psicologo, un terapista, qualsiasi cosa, un qualcuno che potesse aiutarmi con la salute mentale, parlarmi. Perché avere una diagnosi così è molto molto pesante come sai benissimo.

Nicole Calvani: Si, si.

Allison Dye: E quindi vabbè, e sono così contenta che mi ha consigliato di fare così, perchè non c’ero mai andata prima. Quindi parlando con questa psicologa ha capito che avevo questo disturbo ossessivo compulsivo e all’inizio pensavo “Ma,cosa vuol dire questa diagnosi?”, poi però capendo cos’era ho detto “ma così sono sempre stata”, cioè spiega tutto, tutta la mia vita, spiegava perché ero sempre cosi ansiosa e tante cose. Quindi, poi io sono stata diagnosticata con una forma molto meno conosciuta diciamo, perché il disturbo ossessivo compulsivo si manifesta in tanti diversi modi. Tipo nei film che fanno vedere chi si lava spesso le mani, chi deve tenere tutto in ordine, l’ho visto tantissime volte, però per me è un po’ un senso di colpa che ho sempre, un’ossessione relativa a questioni morali e religiose e poi è accompagnata da osservanza tipo morale, religiosa o compulsiva ed è altamente angosciante, è tipicamente classificata come una sotto forma del disturbo ossessivo compulsivo sebbene questa categorizzazione sia empiricamente discutibile. Quindi diciamo che non è molto conosciuta.

Nicole Calvani: Quindi come si chiama esattamente? Scru..?

Allison Dye: Scrupo… Uff non so più parlare ahah

Nicole Calvani: Ahah

Allison Dye: Scrupolosità

Nicole Calvani: Scrupolosità, ok, ci sono.

Allison Dye: No,no vabbè non è per niente conosciuta questa cosa però ho trovato che era proprio la forma che avevo. Praticamente cosa vuol dire per me personalmente avere questa forma del disturbo ossessivo compulsivo? Vuol dire che non solo devo stare attenta a questa diagnosi specifica ma mi ha spiegato che il disturbo ossessivo compulsivo si puo manifestare in un modo e a volte si manifesta poi in altri modi, nel senso, per tanto tempo ho sofferto di scrupolosità di preciso ma devo stare attenta perché si può manifestare in altri modi tipo, potrebbe venirmi l’ansia per lavarmi le mani causata da questa pandemia, sarei più predisposta a soffrire anche di altri tipi. Ha senso?

Nicole Calvani: Si, si, assolutamente, ma, quindi a te di specifico cosa ti comporta questo disturbo ossessivo compulsivo?

Allison Dye: Allora, quando ero bambina vabbè non sapevo di avere questa cosa e quindi cioè non lavoravo, non cercavo di combattere questi pensieri intrusivi, anzi, ero sempre obbligata a fare delle cose ripetitive, quindi magari io pensavo una cosa cattiva verso una persona, o mia madre, o mio padre, o mia sorella, un’amica, una compagna di classe, pensavo “Oh ma che pesante quella!”, oppure pensavo “ Ma io non la voglio piu vedere”, un pensiero talmente normale cioè anche tu avrai pensato una cosa del genere nella tua vita no?

Nicole Calvani: Assolutamente.

Allison Dye: Perchè ci vengono questi pensieri perché siamo umani, sono normali, però per me era la fine del mondo pensare a una cosa del genere, perchè poi cosa succedeva? Diventavo talmente ossessionata da questo pensiero che dicevo “ Oh ho pensato una cosa cattivissima, io sono peccatrice, io andrò all’inferno se non chiedo perdono a Dio, se non chiedo perdono alle persone forse moriranno o forse, forse, forse…” Sempre questi pensieri molto molto brutti e sempre ricorrenti e mi obbligavano a pregare, o a chiedere scusa mille volte, o cercavo di punirmi, nel senso che mi dicevo “ Ora mi mangio un sacco di spinaci” o magari odiavo le carote e quando le mangiavo pensavo “Questa è la mia punizione perché sono stata sempre cattiva come persona”.

Nicole Calvani: Quindi è un perenne senso di colpa, giusto? Però cento volte di più, diciamo così.

Allison Dye: Sisi giusto, un senso di colpa che non è normale.

Nicole calvani: Certo

Allison Dye: Cioè tutti pensano cose cattive, immaginati se facevo veramente una cosa cattiva, tipo magari picchiare mia sorella, perchè sai, tra fratelli si litiga e immaginati che senso di colpa avrei avuto dopo, cioè veramente avrei sofferto ancora di più. Quindi quando sono stata diagnosticata mi sono detta “ Oh, questa persona mi capisce così bene e già dalle prime volte che ci siamo viste”, questa persona non ti conosce benissimo però comunque ha saputo spiegarmi come sono stata tutta la mia vita ed è una cosa veramente forte.

Nicole Calvani: è bello, è bello perchè non se ne trovano spesso di terapeuti insomma anche psicologi che ti capiscano, perché non è facile ecco trovare quello giusto eh perchè anche li bisogna trovarsi bene con la persona con cui devi parlare insomma, a cui chiedi aiuto ecco.

Allison Dye: Esatto.

Nicole Calvani: E insomma come ci convivi? Come fai ora?

Allison Dye: Allora, ora ci sto lavorando ancora, non posso dire che questa cosa mi passerà perchè non funziona così, l’avrò a vita. A volte passo dei periodi quando sembra che riesco a gestire i pensieri, mi sta insegnando a capire come conviverci, nel senso, se mi viene un pensiero impulsivo a volte, cioè volevo dire intrusivo, devo dirmi “ Questo è un pensiero intrusivo, non devo fare niente”. Invece ci sono giorni in cui devo per forza fare una cosa ripetitiva per tranquillizzarmi nel senso che devo andare a chiedere scusa e mi viene voglia a volte di farlo più volte, e a volte si stancano le persone tipo “ No! Ti ho già perdonato!” Ahah.

Nicole Calvani: Ahah

Allison Dye: Tipo “ Quante volte mi devi chiedere scusa?” e però mi viene voglia e mi tranquillizza per un po’ e poi torna il pensiero e questo è un ciclo bruttissimo perchè continua,continua, continua e potrei farlo mille volte e non mi passa però per un paio di minuti sto tranquilla e quindi sto ancora imparando come conviverci a dire la verità e non è facile e a volte quando sono molto più stressata sento che vengono di più. Poco fa la mia psicologa ha detto che ci sono delle ricerche, non sto dicendo che è stata provata la cosa ma stanno facendo delle ricerche sul collegamento tra il disturbo ossessivo compulsivo e chi ha la sclerosi multipla. Non sanno se forse delle lesioni che vengono, perchè tipo le lesioni vengono nel cervello, nei nervi e a volte ti causa problemi fisici, però stanno pensando che forse può causare anche il disturbo ossessivo compulsivo e quindi ha detto che forse c’è questo collegamento, e per me era molto interessante la cosa.

Nicole Calvani: Certo.

Allison Dye: Perchè sono stata diagnosticata con queste cose e sarei molto molto contenta di sentire altre cose che trovano, non perché possono curare o sai, non per questo motivo. Ma più che altro per capire meglio cosa succede dentro la mia testa e dentro il mio corpo.

Nicole Calvani: Certo, avere una risposta, hai ragione, ti capisco perfettamente.

Allison Dye: Si,si, quindi direi che tutte le persone che mi conoscono hanno un sacco di pazienza ahah, capiscono che forse a volte posso essere molto ossessionata e posso avere pensieri molto strani che mi obbligano a fare queste azioni ripetitive, dire scusa mille volte, poi sembra forse una cosa tipo, strana o magari dici “Smettila di chiedere scusa, cioè basta” però non è così facile ahah.

Nicole Calvani: Eh immagino ahah, però comunque avere già consapevolezza di avere questo disturbo qui e parlarne, è un atto davvero di forza, di coraggio Allie. Non è facile, perchè riconosco che non è facile, assolutamente.

Allison Dye: Grazie. Ti ringrazio di cuore. Non è facile parlare di queste cose anzi avevo un sacco di ansia a condividere questa cosa perchè mi fa sentire non so, mi sto ribellando ad una parte di me che è molto intima, però so che leggere le storie degli altri proprio su questo disturbo ossessivo compulsivo mi ha aiutata moltissimo. Non mi dimenticherò mai il momento quando ho letto in un articolo di una persona che raccontava la sua esperienza e avevano proprio quello che ho io, cioè la scrupolosità e dicevano “Non sapete quante volte mi è venuto il pensiero intrusivo che dovevo andare a farmi suora”, proprio un pensiero intrusivo che mi è venuto non sai quante volte, cioè io non voglio fare la suora però questo pensiero intrusivo mi viene ed è stranissimo perchè mi sento questo obbligo di fare qualcosa no? Cioè non sono stata mai suora, non vorrò mai farmi suora però è un pensiero che ti viene e ti viene un ansia perché dici “Oh devo fare la suora” e a volte viene quando magari hai fatto una cosa molto sbagliata o secondo te molto sbagliata e dici “ Per non andare all’inferno, per essere una persona migliore devo fare questo” cioè proprio una cosa estrema ahah, che non farei mai e quando l’ho letto mi sono detta “Ma sono io! Anche io ho avuto lo stesso pensiero stranissimo” che proprio ti viene di continuo a volte, e poi continuando a leggere ho capito che era un maschio che lo scriveva, ha detto “Questo pensiero è proprio strano, proprio stranissimo anche perchè sono un maschio” ahah ha detto, ma che strano, e mi sono messa a ridere perchè ecco un bell’esempio del disturbo ossessivo compulsivo, perchè questi pensieri che ci vengono non sono nostri, per niente, sono causati da questo disturbo, perchè quel ragazzo lì non penso che vuole andare a farsi suora ahah, è proprio mi ha aiutato a capire che i pensieri che vengono, questi pensieri impulsivi e intrusivi non sono nostri, non rappresentano chi sono e mi ha aiutato tantissimo perchè non sai quante volte mi sono sentita una persona ehm.. proprio dicevo “Quanto sono cattiva, quanto sono brutta, quanto…” questo senso di colpa, proprio di chi ero, mi sentivo in colpa per la persona che ero, ed è una sensazione bruttissima. E quindi leggendo questo sai, mi ha aiutata veramente a capire fino in fondo questo disturbo perchè questi pensieri che ci vengono non sono nostri, non rappresentano chi siamo, non andrò mai a fare la suora ahah e io non sono una persona cattiva, questi pensieri dicono cose che non sono vere e vogliono ingannarci diciamo. E mi ha fatto sentire veramente non so, liberata, e mi sono detta “Ah questi pensieri non rappresentano me”, non so spiegare benissimo la sensazione che ho avuto e però mi sentivo però subito che potevo respirare finalmente.
Quindi strano. Ti immagini me suora? Ahah

Nicole Calvani: Sinceramente no, non ti ci vedo per ora ahah

Allison Dye: Aahaha mai. E quindi capendo questa malattia mi ha aiutato tantissimo e ha aiutato anche chi mi sta intorno, chi mi sta veramente vicino, perché ora il mio ragazzo non si spaventa se dico una cosa del genere, dice subito “Ok, devi prendere un appuntamento con la psicologa, perchè secondo me stai facendo veramente fatica con i pensieri intrusivi”, e lui mi conosce benissimo, anche i genitori ora riescono meglio ad aiutarmi in momenti molto difficili perchè mi possono venire anche attacchi di panico per quanto riguarda i pensieri.

Nicole Calvani: Volevo arrivare proprio a questo, e poi questi pensieri ti causavano attacchi di panico, di ansia insomma, immaginavo.

Allison Dye: Si,si. Che io piango, sento che batte più forte il cuore e proprio ti fa venire un’ansia proprio tremenda, o ti viene proprio perché non puoi fare un’azione che ti tranquillizza, perchè a volte il pensiero ad esempio farmi suora, in un momento così se sto avendo questo pensiero vuol dire che sono molto molto ansiosa, non so di preciso a volte perchè viene causato il pensiero, a volte succede perchè ho fatto una cosa tipo, ho risposto male a qualcuno, boh, e a caso, se il pensiero non posso attuarlo, tipo l’andare a farmi suora mi viene proprio un attacco di panico.

Nicole Calvani: Cavoli! E ora ogni volta che ti viene l’attacco di panico, diciamo che hai trovato un metodo, un meccanismo che la psicologa ti ha magari insegnato o consigliato per cercare di bloccarli o controllarli. Cioè almeno per non arrivare al punto dell’attacco di panico? Perché i pensieri credo che siano impossibili da controllare, cioè si controllano fino a un certo punto ma invece sul lato dell’attacco di panico?

Allison Dye: Si,allora esatto questi pensieri non li possiamo eliminare, ci verranno sempre a vita, c’e chi dice che magari non ce li ha più, e sono contenta per loro, però da quanto mi ha spiegato la psicologa questi pensieri gli avrò in un modo o nell’altro, magari non sempre riguarda cose religiose o morali ma anche in altri modi potrei avere questi pensieri, sono predisposta, quindi questi pensieri non li posso far sparire, mi verranno sempre, quindi si, mi sta insegnando come gestirli più a meno, e ci sono momenti quando mi viene comunque l’attacco di panico, ma ora quando viene un pensiero intrusivo io a volte sono insicura, non so se è un pensiero mio o se è un pensiero intrusivo, dico “Ma no no, questa cosa la sto pensando da sola,non è un pensiero intrusivo”, se sono confusa invece di rimanere lì a poi un punto bruttissimo con l’attacco di panico mi ha insegnato a parlare con qualcuno di cui mi fido tantissimo e posso andare da magari mia mamma o il mio fidanzato o qualcuno di cui mi fido tantissimo e posso dire “Sto avendo questo pensiero, è vero?” e quella persona mi può dire di sì o no, perché se è un pensiero intrusivo si capisce subito, però a volte è difficile per chi ha il pensiero perché viene nella mente, e cosa posso pensare? Quindi se sto avendo fatica posso parlare con qualcuno di cui mi fido tanto e magari possono dirmi “No ma non è vera questa cosa”. Il problema è quando devo poi tornare e dire “Ok, ho avuto questo pensiero, è vero?”, perché poi incomincia quel ciclo bruttissimo in cui devo essere rassicurata tantissime volte, in questo caso non va bene, quindi sto imparando a chiedere una volta se ho qualche dubbio e poi anche se ho voglia di chiedere di nuovo per essere tranquillizzata devo resistere, ed è difficilissimo, però già quel passo di parlare con qualcuno aiuta tantissimo perchè subito ti possono dire “No No No, la suora non la fai tu” Ahah. E quindi aiuta tanto, si attacco di panico qualche volta mi viene ancora, però devo dire che so il mio limite e mi sta insegnando anche altri metodi per gestire questi momenti veramente brutti pensieri, riconoscere appunto quando un pensiero non è mio e a saper resistere all’azione,però devo dire che mi ha detto che dato che ho la sclerosi multipla insieme a questa cosa ci saranno momenti quando sarò troppo stanca per resistere e mi ha detto “Stai tranquilla, quando hai troppo dolore, sei troppo stanca e devi compiere un’azione tipo chiedere scusa un po’ di volte in più, rilassati e ci riprovi il giorno dopo” nel frattempo mi fa sentire veramente bene, cioè meglio perchè ci sono giorni quando sembra che proprio non riesco a resistere e appunto è molto molto comprensiva su tutta la mia salute, sia fisica che mentale, e questa è una cosa veramente importante. Io voglio chiarire che non sto qui per dire a chi ascolta come gestire i loro pensieri, io non sono una psicologa e vi consiglierei a tutti quanti di trovare una persona così, la persona giusta perché come abbiamo già detto non è facile trovare la persona giusta che vi aiuta, perchè quello che fanno per me non vale sempre per ogni persona.

Nicole Calvani: Se ne occupano gli psicologi insomma, giusto? Gli psichiatri non ne ho idea, io non ne so tantissimo ecco, però.

Allison Dye: Si, si esatto. Quindi ecco…

Nicole Calvani: Allie, sai che hai proprio allora, per il momento, ti dico, per il momento perché ora hai, mi hai chiarito tutto quello che..a tutti dubbi che avevo però sappi che se in un’altra puntata mi viene una domanda te la dico subito perché altrimenti me la dimentico ahah. Però sei stata molto chiara, molto chiara.

Allison Dye: Si,si,

Nicole Calvani: Cioè ogni minimo dettaglio eh.

Allison Dye: Bene bene, direi a chi ascolta che se ha qualche domanda per me siete proprio liberi di chiedermi, sarei felice di condividere con voi la mia storia.

Nicole Calvani: Bravissima Allie, grazie mille per averci raccontato e condiviso la tua storia riguardo al tuo disturbo ossessivo compulsivo perché non è assolutamente facile e grazie di cuore.

Allison Dye: Ma no grazie a te mi sentivo più coraggiosa di condividere la mia storia perchè ci sei tu.

Nicole Calvani: No basta sennò mi sciolgo eh ahah.

Allison Dye: Ahah. Allora tu, hai da condividere anche tu per quando riguarda i disturbi cognitivi?

Nicole Calvani: Si, si ho un bel malloppo da condividere a dire il vero ahah.

Allison Dye: E vabbè, noi siamo pronti per ascoltare e sono molto contenta che hai deciso di condividere con noi.

Nicole Calvani: Grazie mille Allie! Grazie per soprattutto darmi l’opportunità di raccontare il tutto. E nulla, io vorrei partire da ciò che mi è stato diagnosticato, spiegare cos’è e poi raccontare magari la mia esperienza, almeno capite un po’ meglio almeno siete già pronti ahah.
Allora, a me mi è stato ufficialmente diagnosticato i DSA che sono dei disturbi che riguardano la dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia, cioè sono disturbi specifici dell’apprendimento se vogliamo trovare il termine più adatto no? E praticamente sono dei disturbi delle abilità scolastiche che sono causati da disfunzioni cerebrali e non da danni sensoriali o svantaggi socio-culturali. La persona con disturbo dell’apprendimento ha, o meglio, dicono che hanno un’intelligenza nella norma o addirittura superiore, ovvero, la dislessia per esempio è l disturbo della lettura, ad esempio lettura più lenta, errori frequenti nella lettura oppure ti stanchi, ma magari anche facilmente mentre leggi no? Oppure anche il disturbo specifico di comprensione del testo scritto, ovvero, difficoltà a comprendere il contenuto del testo e di conseguenza la comprensione e lo studio risulta molto faticosa no? Del testo che hai davanti.

Allison Dye: Certo

Nicole Calvani: Oltre ad avere la dislessia, ho anche la disortografia che sarebbe il disturbo della scrittura, ovvero la correttezza ortografica, poi la disgrafia ahah, rido perchè ce ne sono tantissimi, è il disturbo della grafia, ovvero grafomotoria e la discalculia che è la cosa che mi tormenta da tutta la vita, poi dopo ve lo dirò, ora non più menomale, però insomma, è un disturbo appunto delle abilità del calcolo logico-matematico insomma. Poi, anche il disturbo da deficit di attenzione-iperattività cioè abbreviato sarebbe ADHD ( A, D di Domodossola, H, D di domodossola), faccio lo spelling perchè sennò forse non si capisce ahah, è caratterizzato da livelli invalidanti, questo disturbo di disattenzione, disorganizzazione e oppure, quindi si può avere o no, iperattività-impulsività. Ovviamente questo disturbo come i DSA compromette spesso il funzionamento personale, sociale, scolastico e lavorativo, però questo disturbo specifico spesso si confonde con il disturbo oppositivo e provocatorio oppure il disturbo della condotta, quindi insomma viene molto scambiato per attacchi di ansia, cioè purtroppo è difficile diagnosticare, o era, ora è un po’ meno perchè se ne parla anche di più ma all’epoca quando ero io piccola era una battaglia e poi ho dei disturbi cognitivi che dicono che sono dovuti alla mia malattia, cioè dalla mastocitosi sistemica ovvero memoria corta, difficoltà a memorizzare appunto, difficoltà di concentrazione e disturbi del sonno che però sono anche dovuti dai miei sintomi nel mio caso, quindi (colpo di tosse di Nikita), scusatemi mi è andata la saliva di traverso.

Allison Dye: Tranquilla.

Nicole Calvani: Ahah quando chiacchiero poi ahah..

Allison Dye: Ahah capita

Nicole Calvani: Allora, tutti questi disturbi, dislessia, disortografia, ecc.. Da piccola mi hanno davvero psicologicamente diciamo distrutta, mi ha fatto soffrire tanto perchè non mi erano ancora stati diagnosticati e quindi a scuola potete immaginare, tante cose non mi riuscivano quindi le maestre si arrabbiavano perchè non riuscivo a fare magari 4×8 che tutt’ora non riesco a farlo 4×8, che sono le tabelline no? Oppure 4×3 anche, mi viene difficile, per la discalculia no?

Allison Dye:Immagino.

Nicole Calvani: E non riuscivo a scrivere bene, facevo tanti errori ortografici anche alle medie, superiori, quindi non è stato facile. Quindi sai, i miei compagni di classe mi prendevano in giro e veramente ci sono stata tanto male, infatti ci sono stati tanti anni che oltre ai sintomi della mia malattia avevo anche questo problema qui, quindi per un bel po’ mi sono chiusa e non volevo neanche più andare a scuola, ad un certo punto ho dovuto lasciarla proprio anche a causa di questo problema qua e per la salute poi, per il discorso della mastocitosi che mi ha fatta stare molto molto male più andavo avanti negli anni e poi oddio, me gli hanno diagnosticati i disturbi che non mi ricordo se ero alla fine delle elementari o all’inizio delle medie, non me lo ricordo per niente, c’ho le carte di là ma non me lo ricordo, però insomma, questa cosa che magari spesso non mi riusciva fare le cose la collegavano al fatto che i miei genitori stessero divorziando e che quindi io volevo piu attenzioni, come per la malattia, la stessa cosa, dicevano che i dolori me li inventavo e quindi era davvero frustrante.

Allison Dye: Mamma mia.

Nicole Calvani: Perchè a me piaceva andare a scuola, mi piaceva studiare, imparare e quindi era davvero frustrante e davvero, se ci penso ancora mi fa tanto male.

Allison Dye: Ci credo.

Nicole Calvani: Non è facile per niente, e insomma poi al momento della diagnosi che mi pare che era stata una neuropsichiatra a diagnosticare il tutto, cioè si è aperto un mondo nel senso, ha dato risposta a moltissime cose ovviamente e io, allora, all’inizio non l’ho accettato perchè ero convinta che fossi meno intelligente degli altri miei compagni no? E cose cosi. Quindi all’inizio non è stato difficile, no scusa volevo dire facile, anche i disturbi del linguaggio devo dire anche questo, giusto perchè me ne ero dimenticata ahah

Allison Dye: Ahah

Nicole Calvani: E quindi ecco, però poi dopo pian piano con sempre un appoggio psicologico, con la logopedista abbiamo lavorato su tante cose, tanto è che oggi riesco anche a scrivere un po’ meglio, la discalculia è ancora un problema molto grosso, perché insomma io ho avuto anche un trauma alle elementari e quindi insomma, ecco, purtroppo non se ne parla ancora tantissimo di questi disturbi qua, cioè, spesso insegnanti o genitori attribuiscono erroneamente questi comportamenti a svogliatezza, o appunto scarso impegno del bambino e assumono un atteggiamento di rimprovero verso il il bimbo o ragazzo, quindi non comprendendo la natura del disturbo rischiano di diventare dei veri e propri “esaminatori”, cioè richiedono maggiore magari esercizio nella lettura e sorprendendosi addirittura magari per la prestazione scorretta dopo l’ennesimo esercizio o spiegazione, si dicono “Ma perchè mio figlio magari sbaglia dopo l’ennesima volta che io gli ho detto questo anche se è facile” no? E magari certi genitori che non reagiscono nel modo giusto, ma per il semplice fatto che non sono stati informati magari perché se ne parla appunto poco, uguale anche gli insegnanti. E questo non aiuta il bambino, lo fa sentire in colpa, scoraggiandosi e pensando che non ce la può fare.

Allison Dye: Certo

Nicole Calvani: E quindi appunto spiegavo che per me riprendere la scuola è stato un bellissimo traguardo perchè ho scoperto parti di me che prima non pensavo esistessero, ho scoperto che so fare tante cose, più di quelle che pensavo e ovviamente grazie tantissimo all’aiuto dei professori, loro sono stati ovviamente quelli che mi hanno aiutato di più in questo percorso, quest’anno devo fare la maturità quindi dai se la faccio vuol dire che ho fatto un buon percorso ahah.

Allison Dye: Si,si,si ahah.

Nicole Calvani: L’importante è davvero, cioè parlarne soprattutto di questi disturbi qua perchè davvero cioè, includere anche tutti questi bambini nella società e ragazzi. Io adesso parlo di bambini perché quando ero bambina proprio ci sono stata tanto male, ma ci sono anche ragazzi e questi disturbi di portano anche spesso da adulti, tanto che io ho 24 anni e ancora ho questi piccoli problemini che sono riuscita un po’ diciamo a migliorare e soprattutto ad accettare, che è la prima cosa che bisogna fare.

Allison Dye: Certo, si.

Nicole Calvani: è davvero molto importante parlarne di questo, informare, informazione, cioè l’informazione è davvero molto importante.

Allison Dye: Certo, si si sono pienamente d’accordo. Nella scuola tipo, si sono fatti sentire ancora di più questi disturbi cognitivi no?

Nicole Calvani: Si.

Allison Dye: E quando non eri a scuola o magari, cioè, in un altro posto, mettiamo la vita giornaliera, trovavi ancora questi disturbi che ti creavano problemi?

Nicole Calvani: Assolutamente si, anche a lavoro,quando lavoravo insomma ho avuto tantissimi problemi e magari dovevo scrivere qualche mail e facevo una fatica tremenda, però li sapevo ed ero al corrente di tutto ciò e diciamo che sapendo ed essendo al corrente di queste cose, di queste problematiche, avendo imparato a gestirle è totalmente diverso, totalmente diverso.

Allison Dye: Imagino.
Nicole Calvani: E quindi purtroppo anche nella vita reale si, al di fuori della scuola da piccola diciamo forse con gli amichetti quando mi dicevano qualcosa, mi raccontavano qualcosina sai, magari il giorno dopo già non me la ricordavo oppure già due minuti dopo, ora peggio che mai eh, cioè proprio non mi ricordo quasi nulla, cioè mi devo scrivere tutto tutto tutto, però insomma ci si, cioè, ci si impara a convivere, l’importante è avere un appoggio psicologico, è importantissimo, è molto importante.

Allison Dye: Esatto, esatto. Appunto immaginavo che non sentivi questi problemi solamente a scuola, che avevi anche problemi fuori dalla scuola, però penso che è molto importante quando si è bambini, cioè, capire subito che il bambino ha queste difficoltà perché se ti aiutano quando sei piccolo o piccola poi quando andrai a lavoro, quando entrerai nel mondo reale diciamo, sarai un po’ più pronta per gestire tutto, perchè se hai il supporto che ti serve da bambini penso che si vive meglio dopo no?

Nicole Calvani: Esatto, bisogna fare piu inclusione nella società di oggi con bambini con i DSA e ADHD e insomma ora non gli sto ad elencare ahah perchè sono tanti però tutti questi disturbi che ho detto, che poi uno può avere solo DSA, può avere solo la dislessia, però avere solo cioè, non è detto che debba avere tutto quanto. Diciamo che questi sono ecco quelli che purtroppo me ne sono chiappati tanti ecco ahah.

Allison Dye: Ahah sisi

Nicole Calvani: Però è importante veramente l’inclusione, è davvero importante.

Allison Dye: Si,si. E come hai detto tu è molto importante anche avere uno psicologo, psichiatra che aiuta.

Nicole Calvani: Assolutamente,assolutamente, si si. Poi bisognerebbe fare secondo me più informazione nelle scuole, proprio a scuola dedicarci almeno un’oretta o mezzoretta di lezione per spiegare cosa sono perchè e molto importante anche che i compagni o compagnetti di classe non dico in prima elementare però ecco verso la quinta e la prima media inizi ad essere un attimo un po’ più grande no? Almeno sono un po più consapevoli no? E magari cercano di.. ora che siamo nel 2021, secondo me è un discorso che tranquillamente si potrebbe fare, dico così perchè anni fa era ancora un tabù, cioè io mi sono beccata persone che mi dicevano che erano tutte scuse eh, ora un po’ meno perchè tuttora ancora purtroppo ci sono, ma ignoranza quindi, però anni fa molto molto di più. Poi porta anche alla depressione, cioè, è molto importante.

Allison Dye: Esatto, stavo proprio per dirlo perchè penso che ti veniva ancora più ansia dal fatto che nessuno ti capiva.

Nicole calvani: Si, più che ansia era frustrazione, ero davvero frustrata. Mi dicevo magari “come mai il mio compagno di banco riesce a fare questo ed io non ce la faccio? perchè? perchè? Perché?” e poi menomale, ma menomale si è trovato una risposta al tutto. Io ho sempre detto che se si trova la risposta a tutto è sempre una battaglia vinta, magari non sempre però ahaha ecco nel mio caso si, si decisamente, è sempre stata una battaglia vinta quando ho avuto una risposta a ciò che mi tormentava ecco.

Allison Dye: Si,si, sono d’accordo. Direi che questo entra cioè, questo discorso certamente rientra nei discorsi che facciamo sempre su questo Podcast, cioè, “Ma non sembri malata”, in questo caso qualcuno potrebbe dire “Ma non sembra che hai disturbi cognitivi, non sembra che hai veramente tutti sti pensieri”, non sembra perchè non vedi, è tutto invisibile, ancora a volte è ancora peggio della malattia.

Nicole Calvani: Si purtroppo queste cose soprattutto sono ancora più invisibili e c’è chi magari non lo dice per cattiveria che non sembra così, però invece c’è chi lo dice proprio perchè non gliene frega nulla e non sa che cavolo altro dire, quindi, diciamo che ecco, si ci sono queste due categorie e l’ultima che ho detto è cioè, è molto brutta, soprattutto se sei vicino ad una persona che ha questo tipo di problematiche, che siano malattie o che siano disturbi cognitivi, DSA e tutto, insomma. Informarsi non sarebbe male ecco, tutto qua ahah.

Allison Dye: Si,si, ecco si esatto, esatto. E queste cose esistono, sono difficili e brutte e pesanti, anche se non si vedono sono veramente reali, esistono anche se sono invisibili.

Nicole Calvani: Brava.

Allison Dye: Diciamo che tu se potresti tornare indietro ecco, cosa diresti a te stessa?da bambina che soffri di queste cose, qual è una cosa che vorresti dire alla bambina che eri?

Nicole Calvani: Che, non mi devo fare abbattere, che non sono io che sono stupida perchè mi davo anche della stupida, di farmi coraggio ecco, soprattutto, che tutto prima o poi magari non si risolve ma ci si può convivere o la si può gestire no? E avrei tante cose però mi fermo qua perchè sennò andiamo agli 80 minuti ahah.

Allison Dye: Ahah

Nicole Calvani: Però come Allie ha detto prima se qualcuno vuole scrivermi per qualsiasi dubbio o qualcosa che non ha capito o anche perchè magari ci si ritrova in certe cose, scrivetemi, anche io sono un libro aperto come Allie e vi aspettiamo insomma, come sempre ahah.

Allison Dye: Si,si. Allora è stato bellissimo parlare con te, siamo a più di 40 minuti e quindi è il Podcast più lungo che abbiamo mai fatto, cioè l’episodio, la puntata più lunga e penso che abbiamo detto tantissime cose importanti.

Nicole Calvani: Si,si anche secondo me, ci volevano tutti questi minuti perchè si, non è facile ahah lo ammetto.

Allison Dye: No no. Vi ringraziamo per aver ascoltato tutto e come ha già detto Nikita, scriveteci, siamo su tutti i Social, Twitter, Instagram, Facebook e condividete questa puntata con i vostri amici e grazie per averci ascoltate e Nikita ti ringrazio per essere stata qui con me oggi perché da sola non mi sarei sentita, cioè non so se sarei riuscita ahah.

Nicole Calvani: Grazie a te Allie, vale anche per te perchè non è facile assolutamente, lo riconosco, con una persona accanto in questo caso io e te insieme siamo riuscite a raccontare ciò che purtroppo ci tormentava e magari tuttora ci tormenta ecco.

Allison Dye: Si,si esatto esatto.

Nicole Calvani: Grazie a te Allie e grazie a voi ragazzi che ci avete ascoltate. Ciao ciao!

Allison Dye: Ciao!

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