La storia di Francesca Dalla Riva

In questa puntata Francesca Dalla Riva racconta la sua storia con le diagnosi di endometriosi, adenomiosi, fibromialgia e vulvodinia. E parleremo anche del suo primo romanzo che ha scritto “Fuori dal mio balcone”.

Trascrizione

Ci servono le trascrizioni e dato che Allison e Nicole non hanno sempre il tempo di fare tutto da sole, questa trascrizione è qui solo grazie ad Alessandra Vallera che ha voluto darci una mano.

Se vuoi aiutare a trascrivere le puntate anche tu, contattaci!

 

[SIGLA INTRO: Musica, canzone con testo:

“Somethin’ special don’t know why,

Somethin’ special that I like about you,

About you, 

There’s a mystery entwined somethin’ bigger to define about you, 

About you…”]

 

Allison Dye: Ciao a tutti e benvenuti al podcast “Ma non sembri malata”. Io sono Allie.

Nicole Calvani: E io sono Nikita. 

Allison Dye: E oggi abbiamo qui con noi Francesca Della Riva. Benvenuta!

Francesca Della Riva: Grazie mille, ciao a tutti.

Nicole Calvani: Ciao Francesca.

Allison Dye: è un piacere.

Francesca Della Riva: Ciao a tutti, ciao grazie mille, grazie mille.

Allison Dye: Allora iniziamo. Innanzitutto, magari ti presenti a chi sta ascoltando, chi sei, da dove vieni, che fai nella vita.

Francesca Della Riva: Certo. Allora sono Francesca, Io vivo in provincia di Verona ehm con la mia famiglia, sono mamma di due bimbe e sono laureata in lingue straniere. Ho fatto molti lavori nella mia vita, poi purtroppo ho dovuto abbandonare a causa di problemi di salute e attualmente scrivo e ho in crowdfunding appunto un libro, un romanzo scritto da me.

Allison Dye: Wow che spettacolo, è proprio un piacere averti qui con noi oggi. Hai detto che comunque hai dovuto smettere a causa della tua salute, infatti oggi sei qui per condividere la tua storia.

Francesca Della Riva: Sì

Allison Dye: Delle tue diagnosi di malattie invisibili.

Francesca Della Riva: Esatto, esatto. È una storia la mia molto lunga, che parte da molto lontano. Parte da quando ho avuto le prime mestruazioni, e a me sono venute prestissimo circa verso dieci anni, ehm sono sempre state mestruazioni sin da subito molto dolorose e con molto dolorose intendiamo proprio che mi dovevano tenere a letto, cioè dovevo stare a letto, prendendo antidolorifici che spesso non mi facevano stare bene, e spesso andavo al pronto soccorso. Parliamo quindi di una ragazza di 14/15 anni che spesso andava pronto soccorso, mi dovevano dare delle flebo e la mia qualità di vita era molto compromessa perché chiaramente il dolore fisico a quell’età comprometteva qualsiasi possibilità, insomma di vita sociale, di uscire però nonostante quello, io facevo tutto perché comunque mi si diceva che il dolore era normale… 

Nicole Calvani: Mhh

Allison Dye: Mhh.

Francesca Della Riva: Mi si diceva che il dolore era normale, che ero io che avevo una capacità di sopportazione molto bassa.

Allison Dye: Mamma mia.

Francesca Della Riva: Sì, e quindi era quasi come se me ne facessi una ragione e dicessi “ok, va bene, faccio la mia vita comunque, però erano dolori davvero lancinanti e, contemporaneamente, io avevo sempre problemi gastrointestinali in particolare a livello di stomaco. Qualsiasi cosa mangiassi, stavo male, avevo… adesso so come chiamarlo avevo un reflusso molto forte, un reflusso cronico e che spesso non si fermava, perché io non prendevo nessun tipo di farmaco per poterlo fermare, quindi sostanzialmente mi faceva stare male durante tutto il giorno. E per questo mi si diceva invece che era l’ansia ed era soprattutto lo stress.

Nicole Calvani: Ecco

Francesca Della Riva: Quindi ansia, stress, sopportazione del dolore molto bassa e quindi niente. Ho fatto i miei primi dieci anni diciamo dagli 11 verso i 21 anni stanno sempre malissimo. Nel frattempo io comunque ho fatto liceo, mi sono laureata e non so come, ma sempre con questi dolori lancinanti finché sono diventati davvero, davvero molto invalidanti, e mi è stato diagnosticato verso i 24 anni, se non sbaglio, un reflusso cronico con ernia iatale.

Nicole Calvani: Cavolo.

Francesca Della Riva: E sì, e a quel punto mi era stato detto, cioè mi era stata data una… delle terapie farmacologiche e mi erano stati tolti quasi tutti gli alimenti. Ok così, a caso proprio, quindi questa è stata secondo me, è una mossa terribile perché comunque il mio rapporto con il cibo si sia molto incrinato, perché già prima mangiavo e stavo male, togliere tutto è stato davvero deleterio. Poi comunque ci torniamo su, sul rapporto diciamo con il cibo perché è una grandissima parentesi, comunque nel frattempo insomma le mestruazioni erano sempre più dolorose e sono andata a convivere, verso i 25 anni, con il mio ragazzo che sarebbe diventato poi mio marito e il nostro desiderio era avere un bambino. Quindi abbiamo iniziato a provare ad avere un bambino, e sono passati 3 anni, in questi tre anni di test ovulatori, di prendere la temperatura basale, di “Eh ma non ti preoccupare”, “Rilassati vedrai che arrivano nel momento in cui meno te lo aspetti”, “Devi rilassarti di più” eccetera. Finché ero andata addirittura anche da dei luminari, e io avevo cominciato a sentire questa parola endometriosi, no? Avevo trovato dei volantini…. cioè strano come siamo noi, a volte, a dover come dire, “diagnosticarci”…

Nicole Calvani: Esatto

Francesca Della Riva: delle malattie. Però avevo visto questo volantino, ricordo ancora ,avevo letto quelli che erano i sintomi, quindi minzioni dolorose, problemi gastrointestinali, dispareunia, e quindi problemi ai rapporti problemi, alla minzione, defecazione eccetera e mi ci ritrovavo, cioè ero io e quindi chiedevo ai medici “Ma è possibile che io abbia endometriosi?”, “No, no, assolutamente”, “no ma figuriamoci, non c’è niente” eccetera finché fortunatamente sono approdata quasi per caso a un centro specializzato, che è a 10 minuti da casa mia ed è dove sono nata, però io non sapevo fosse un centro specializzato per endometriosi e Ed è appunto Negrar, l’ospedale. E lì ho trovato una dottoressa che facendomi un esame, un esame dolorosissimo tra l’altro, non ricordo il nome, però è l’esame per vedere la funzionalità delle tube ed è dolorosissimo. Lì ha intravisto che c’era secondo lei endometriosi ed è stata la prima volta, dunque avevo 27 anni, quindi nel frattempo sono passati, fate voi i calcoli 15-16 anni, era la prima volta che una dottoressa mi parlava lei di endometriosi, mi diceva che c’era la possibilità che io avessi appunto endometriosi, quindi a quel punto mi ha mandato a fare una risonanza magnetica da una radiologa specializzata appunto nel refertare l’endometriosi, e mi è stato diagnosticata endometriosi e adenomiosi. L’adenomiosi è una malattia che interessa il miometrio, quindi l’interno diciamo dell’utero ok. Quindi io avevo sia endometriosi all’esterno, ok dell’utero, la mia endometriosi prendeva prevalentemente la parte rettale e adenomiosi dentro l’utero

Alile: Mamma mia.

Francesca Della Riva: Quindi, diciamo che poi l’adenomiosi di solito causa anche delle emorragie durante le mestruazioni, un ingrossamento dell’utero, quindi questo ingrossandosi poi chiaramente faceva molto male, cioè è come se si sentisse un forte peso e quindi tutto diventava molto complicato. E quindi mi avevano detto che la gravidanza poteva essere non impossibile ma

difficile, appunto, perché c’era la malattia e quindi mi avevano messa in lista per l’intervento perchè l’endometriosi, diciamo, non ha cura, è una malattia cronica che non interessa solamente l’apparato riproduttivo, ma interessa anche gli organi vicini, quindi l’intestino, la vescica, addirittura l’hanno trovata anche in polmoni e pleura,

Nicole Calvani: Cavolo.

Francesca Della Riva: E non ha cura, però la si può, come dire, gestire con delle terapie farmacologiche, quindi con la pillola sostanzialmente. Io però ho un difetto di coagulazione e quindi non posso e non potevo prendere la pillola, quindi lo step è stato inserirmi nella lista per l’intervento che è un altro trattamento appunto di questa malattia, cioè si va sostanzialmente, a ripulire dall’endometriosi e, sì a ripulire, e vedere internamente quanto ha compromesso gli organi e quanto è avanzata la malattia. La malattia ha, ditemi se, insomma, sto deviando troppo il discorso della malattia…

Allison Dye: No, no, no

Francesca Della Riva: La malattia ha quattro stadi, ok, stadi significa semplicemente la localizzazione della malattia ma non implica il dolore o meno ok? 

Nicole Calvani: Certo

Francesca Della Riva: Cioè non è che ha un primo stadio significa che la malattia non dia dolore, significa semplicemente che meno localizzata rispetto a un terzo un quarto stadio okay?

Allison Dye: Sì

Francesca Della Riva: Quindi mi hanno messo in lista per l’intervento e sono stato operata a luglio. Era il 2013. sono stato operata qui al Negrar in laparoscopia e hanno trovato appunto endometriosi stadio 1, quindi lo stadio più “piccolo” della malattia. Eppure, a me dava sintomi davvero invalidanti. 

Nicole Calvani: Sì

Francesca Della Riva: E con l’intervento, ehm, io sono rimasta incinta e quindi sostanzialmente una cosa un po’ particolare, avevo avuto un rapporto giorni prima, è successo che l’ovulo è stato fecondato durante o post, nel giorno immediatamente dopo….

Nicole Calvani: Ah

Allison Dye: Hai visto…

Francesca Della Riva: Sì è una cosa molto strana, perché da lì è passato un mese e mezzo e io ricordo che avevo la visita del post operatorio, aspettavo le mestruazioni che non venivano, nel frattempo cominciamo ad avere una nausea strana, cominciavo a sentirmi strana però mai potevo pensare di essere incinta

Nicole Calvani: eh, beh.

Francesca Della Riva: Tant’è che sono andata dalla mia dottoressa quella che mi ha operato, e mi ha fatto l’ecografia, e lei ha tirato un urlo tipo perché…

NIkita: No

Allison Dye: No

Francesca Della Riva: Un fagiolino di 2 cm e mi ha detto “Tu sei incinta” urlando. Ho detto “Cosa? Come?” e quindi sì è successo questo piccolo miracolo, che non lo so, ehm e lì dopo insomma ad aprile e nata la mia prima bimba, che adesso ha otto anni, si chiama Eleonora

Allison Dye: Che bella.

Francesca Della Riva: E niente quindi ero davvero felice, stupita e io ingenuamente, pensavo “Ok è tutto finito no? Finito qua. Sono stata operata, son rimasta incinta, eccetera. È successo che io ho cominciato ad avere proprio una repulsione nei confronti dell’ospedale, quindi dopo un paio d’anni, sentivo che la situazione stava ancora peggiorando e tant’è che avevo fatto degli esami e gli esami non erano a posto, ok? E anche dall’ecografia, era venuto che non ero a posto, che sembrava che appunto stesse tornando la malattia perché è una malattia che appunto non ha cura, si riforma, ok?

Allison Dye: Certo.

Francesca Della Riva: Dicono erroneamente che la gravidanza curi, dicono.

Nicole Calvani: Mamma mia.

Francesca Della Riva: Dicono che con l’intervento si guarisca, No! ok no ehm purtroppo, cioè si vorrebbe vero, perché sarebbe bellissimo…

Nicole Calvani: eh beh…

Francesca Della Riva: Sarebbe bellissimo, ma invece no, e quindi quando mi ha detto che stava per tornare, io ho messo un pochino la testa sotto la sabbia, nel senso che non, non volevo riaprire quella porta e quindi dover riaffrontare tutto e il caso, il destino, non si sa cosa, comunque eccetera in quel momento è arrivata la mia seconda bimba. 

Nicole Calvani: Che bello.

Francesca Della Riva: Sono rimasta incinta della mia seconda bimba proprio quando dovevo fare degli approfondimenti per la malattia. Sono rimasta incinta ehm e da lì è nata poi la mia seconda bimba, che si chiama Benedetta e adesso ha cinque anni e mezzo. E quindi niente, insomma, quindi anche lì, dopo che è nata la mia bimba chiaramente ero molto concentrata sulle bambine, quindi, di conseguenza, non non mi occupavo della malattia, ok?

Nicole Calvani: Certo.

Francesca Della Riva: Anche se stavo male, cioè sentivo che.. che stava tornando, che c’era qualcosa, ehm era come…a parte che non avevo proprio il tempo, però non me lo prendevo nemmeno il tempo.

Nicole Calvani: Certo, sì

Francesca Della Riva: E quindi rifiutavo un pochino sia l’ospedale sia un po’ tutto, finché è arrivato l’anno per me terribile che è stato il 2019. Anno terribile perché, dunque, immaginiamo la malattia che nel frattempo galoppa, galoppa, galoppa e io non faccio assolutamente niente, ma non perché… Ma perché non riuscivo ad affrontarla. Ok, non… faticavo ad affrontarla. Nel frattempo arrivano nuovi sintomi “estranei”, che non riguardavano la malattia endometriosi come la conoscevo, quindi ho cominciato a soffrire di mal di testa molto forte, di un nodo alla gola, molto molto invalidante e ho cominciato a riandare al pronto soccorso. Da lì ho cominciato ad avere ulteriori… a seguire diciamo trafile di specialisti, di medici, quindi otorino, gastroenterologo eccetera e nel frattempo dolori gastrointestinali sempre più forti. Quindi ho fatto tipo in quattro mesi, cinque o sei accessi al pronto, per motivazioni diverse, però comunque il mio corpo era infiammato e da lì è arrivata innanzitutto una seconda diagnosi, quella di fibromialgia… e successivamente è arrivata… sono tornata dalla mia ginecologa e, perché non potevo più mettere la testa sotto la sabbia, e mi ha rimesso in lista per un altro intervento e questa volta purtroppo più… come dire 

Nicole Calvani: Invasivo.

Francesca Della Riva: Sì, Sì assolutamente più invasivo e più delicato che era quello di isterectomia, quindi togliere utero e tube e in quell’anno lì io… Ah, mentre facevo tutto questo, io lavoravo anche…

Nicole Calvani: Cavolo.

Allison Dye: Mamma mia.

Francesca Della Riva: Sì quindi il mio corpo era arrivato al limite ok? Perché sostanzialmente io anche non non avevo voluto ascoltarlo, ok? È arrivato il momento in cui l’ho dovuto ascoltare perché è arrivato un fortissimo attacco di panico, che non era il primo, perché ne avevo avuti ancora, ma erano stati piccoli, si può dire? Cioè non erano stati degni di nota, ecco, da parte mia.

Nicole Calvani: Sì

Francesca Della Riva: Sì è arrivato questo attacco di panico che invece è stato veramente devastante, ero qui a casa da sola, avevo finito di lavorare Io insegnavo, privatamente facevo lezioni di inglese, spagnolo, tedesco.

Allison Dye: Brava.

Francesca Della Riva: Sì avevo una mia attività, perché avevo la partita IVA, quindi mi occupavo di doposcuola, seguivo i ragazzi, era una cosa che mi piaceva tantissimo però iniziavo veramente a fare fatica, eh iniziavo a non ricordarmi più le cose, iniziavo ad andare in confusione, non riuscivo più a stare seduta per tanto tempo, insomma c’erano varie cose che non andavano, però io volevo andare avanti dritta, per la mia strada dicevo “ma sì io ce la faccio” No. È arrivato questo attacco di panico che è stato proprio devastante perché lì ho pensato davvero di non farcela, ok?

Nicole Calvani: Certo perché poi ti manca il respiro e tutto no, quindi è davvero atroce.

Francesca Della Riva: Sì si, come un infarto. Dolore al petto, e la sensazione proprio di voler scappare, no? Di voler scappare via okay? 

Nicole Calvani: mhmh.

Francesca Della Riva: Eee da lì io sono seguita da una psicologa, da tanto tempo e da lì ho capito che dovevo prendermi cura di me.

Allison Dye: Brava.

Francesca Della Riva: Sì e questo ha significato prima di tutto, purtroppo, dover rinunciare al lavoro e non sapevo se era una cosa temporanea o sarebbe stato definitiva, ma purtroppo io c’ero tanto per gli altri, ok? Mi spendevo veramente tanto, però non guardavo mai quello che era veramente importante per me e quindi quella è stata la molla che mi ha fatto capire che invece dovevo prendermi cura di me stessa, e quindi da lì è seguito un periodo di… brutto, diciamo di paura della paura, perché avevo paura che tornassero gli attacchi di panico, un periodo di fortissima ansia e un periodo purtroppo anche di depressione, perché comunque era il mio lavoro, Io ci tenevo.

Allison Dye: Certo, ovvio.

Francesca Della Riva: Però da lì sono tornata a prendermi cura di me, quindi ho iniziato a andare comunque dalla reumatologa, a seguire le terapie che mi diceva, a prendere i farmaci che mi si diceva, perché io avevo un po’ anche un rifiuto no? dei farmaci perchè li vedevo come una cosa… “Ma perché io devo prendere quel farmaco lì” No?, “Ma perché?” E invece no, dovevo, dovevo prenderlo eh, finché poi siamo arrivati a luglio 2020 in cui sono stato operata e ho fatto la mia operazione, la seconda operazione in laparoscopia, in cui mi hanno tolto endometriosi e hanno fatto appunto isterectomia, cioè hanno tolto utero e tube e lì è stata diagnosticato endometriosi di terzo stadio profondo, quindi significa che la malattia era passata da un primo stadio a un terzo, tra l’altro profondo e l’utero era molto, si era molto ingrossato era un utero da secondo terzo mese di gravidanza

Nicole Calvani: Cavolo.

Allison Dye: Mamma mia.

Francesca Della Riva: Quindi perennemente io avevo un utero molto grosso quindi possiamo immaginare il dolore, no?… il peso e le emorragie soprattutto erano diventate veramente invalidanti. E quindi niente, mi è stato tolto l’endometriosi ed è stato un intervento molto delicato e… ma è stato un intervento che mi ha permesso di iniziare a parlare di endometriosi. Io fino ad allora non pronunciavo nemmeno la parola, proprio avevo paura, eh avevo paura e eh mi vergognavo, non so di cosa, non so di cose esattamente. Cioè adesso, col senno di poi, dico “Ma di cosa mi vergognavo?” per me era quasi un tabù, no?

Nicole Calvani: È capibile

Francesca Della Riva: Parlare di questo malattia, anche perché intorno a me non avevo nessuno con cui parlarne, con cui poter condividere…

Nicole Calvani: Scusa se ti fermo un attimo. Mi vorrei bloccare qui perché…

Francesca Della Riva: Sì

Nicole Calvani: Un appunto proprio, perché la società in cui siamo cresciute, penso un po’ tutte noi, no? Nell’era in cui neanche instagram magari c’era…

Francesca Della Riva: Sì

Nicole Calvani: Pochissime persone magari si esponevano no? Nella loro malattia… parlava era come se quando qualcuno era malato, nasconderlo fino alla fine, cioè portarselo dentro a vita…

Francesca Della Riva: Sì

Nicole Calvani: Bisognava fare così, e quindi ti capisco, tutto questo per dire che ti capisco.

Francesca Della Riva: Come una macchia, no? Come un qualcosa di non conforme rispetto… da non far vedere, ecco.

Allison Dye: Eh si, da nascondere. Sì, sì.

Francesca Della Riva: Comunque se pensiamo anche ad una ragazza di 15 anni, che sta male, va dal medico e gli dice “si è normale che tu stia male”

Nicole Calvani: Mamma mia.

Francesca Della Riva: cioè questa ragazza come viene su? Viene su dicendo io me lo tengo per me perché tanto al di fuori Mi dicono che è normale, più di tanto non mi considerano e quindi uno cresce veramente con questa idea.

Nicole Calvani: Esatto.

Francesca Della Riva: Ok te lo devi tenere e punto. Sei fatta così.

Allison Dye: Sì.

Francesca Della Riva: E invece no, invece no.

Allison Dye: Il dolore viene quasi normalizzato nella tua mente. 

Francesca Della Riva: Certo. Esatto

Allison Dye: Quindi da adulto magari fai anche fatica a dire “Allora io ho dolore, ma è dolore di cui dovrei preoccuparmi”

Francesca Della Riva: Esatto.

Allison Dye: Parlarne non hai più un punto di riferimento che dovresti avere.

Francesca Della Riva: Esatto, assolutamente, assolutamente è così. Di fatto è così, ed è andata così. Tra l’altro era un periodo in cui… adesso fortunatamente se ne parla, okay…

Nicole Calvani: Sì.

Francesca Della Riva: Anche se siamo ancora un po’ ai margini, ok…

Nicole Calvani: Sì.

Francesca Della Riva: Se ne dovrebbe parlare un po’ di più, però ai miei tempi, cioè proprio quando io ero giovane, non se ne parla proprio, anzi le mestruazioni guai, il ciclo

Nicole Calvani: mamma mia

Francesca Della Riva: Mamma mia. 

Nicole Calvani: Sì, esatto

Allison Dye: È vero

Francesca Della Riva: Stai zitta. Mi nascondevo, con felpe legate, ok?

Nicole Calvani: Madonna anch’io.

Francesca Della Riva: Ecco, capisci… quindi siamo in quel periodo in cui ti nascondi, appunto e quindi invece poi… sapere che c’è una malattia sotto, invece di… hai da un lato un po’ il sollievo, cioè io allora avevo un po’ di sollievo perché dico “Ok”, allora diamo un nome.

Nicole Calvani: Certo, sapevi cosa avevi.

Francesca Della Riva:  Esatto. Però dall’altra parte dicevo “Ok, io non lo dico, lo tengo per me”.

Nicole Calvani: Eh

Francesca Della Riva: Però così facendo, a parte che si alimenta anche una solitudine… Cioè ci si sente davvero veramente soli.

Nicole Calvani: Sì.

Francesca Della Riva: Soli nella malattia… dire “Questa cosa ce l’ho solo io”.

Allison Dye: Vero.

Francesca Della Riva:  “Questa cosa ce l’ho solo io, mi è capitata solo a me” ok?, eh io mi sento sola.

Allison Dye: Sì.

Francesca Della Riva:  Questo… Questo era, diciamo, come mi sentivo. E niente, praticamente è arrivato quindi la… sono stato operata nel 2020, 2021 stavo ancora male, insomma avevo ancora problemi gastrointestinali, cioè non si erano risolti del tutto, si era risolta ovviamente la parte delle mestruazioni, perchè ovviamente non avendo l’utero, non ho più mestruazioni e quindi, quella diciamo… Insomma non avevo più la sintomatologia così dolorosa, ecco, però i problemi gastrointestinali c’erano ancora quelli lì. Riparte un altro iter, vai di qua, vai da questo specialista, però come uno spirito diverso, nel senso che lo facevo, ok? Lo facevo, non nascondevo più la testa, ok? Lo facevo e sono arrivata a fare una valutazione del pavimento pelvico, che avrei dovuto fare molto tempo prima e il mio povero pavimento pelvico, con due parti e due interventi, non era proprio messo bene. Quindi ho iniziato a fare riabilitazione al pavimento pelvico e lì mi è stata diagnosticata anche vulvodinia. Perché comunque io di fatto avevo sempre bruciore, avevo sempre dolore e moltissima secchezza, eccetera e quindi lì ho iniziato appunto questa riabilitazione però lì è successo qualcosa. Ehm io parlavo con la mia psicologa, le scrivevo chilometri di email, perché io sembro tanto chiacchierona però in realtà certe cose facevo veramente fatica, ok? A dirle. Quindi scrivevo, scrivevo, scrivevo queste email… Finché la mia psicologa mi ha detto “Ma scusa, ma perché non cominci a scriverle che qualcuno le legga?” Io “No, ma per carità!”,  “Ma, ma siamo matti?”, “Ma no ma no, no”, “No, assolutamente, mi vergogno” e m’ha detto “Dai prova con un blog, su un social network eccetera e quindi sono approdata ad Instagram ed era febbraio dell’anno scorso più o meno. E lì, molto timidamente, ho iniziato a scrivere e… Io ho sempre scritto nella mia vita in realtà, però non l’avevo mai condiviso con qualcuno. Era sempre qualcosa di mio. 

Allison Dye: Sì, una cosa personale, intima.

Francesca Della Riva: Esattamente, esatto. Di cui ero molto gelosa. Cioè lo custodivo come una cosa mia, e niente, e ho cominciato appunto a condividere, e da lì a parte aver conosciuto persone meravigliose, ho scoperto un mondo, cioè ho scoperto di non essere l’unica a sentirmi in un determinato modo, e ho scoperto di poter finalmente uscire, no? Allo scoperto, di poter parlare delle malattie, di poter confrontarmi, e di far pace anche un pochino con me stessa perché io sono sempre stata molto arrabbiata con me stessa, col mio corpo, no? 

Allison Dye: Sì.

Francesca Della Riva: E quindi ci ho fatto un pochino pace, e quindi nel frattempo ho iniziato appunto a scrivere su Instagram e contemporaneamente ho iniziato a scrivere un libro…così…  Nato dal nulla, praticamente. Ho iniziato, e vi era chiaramente una parte molto più intima rispetto a quello che andavo a condividere poi su Instagram e sono partita da questa… da questa donna che ero un po’, io questa donna in carriera… una donna assolutamente determinata, però una donna con dei grossi traumi, una donna che si ritrova a vivere appunto il suo primo attacco di panico. Io avevo bisogno di parlare di questa esperienza, l’esperienza del panico, l’esperienza dell’ansia, perché io penso che al pari quasi della malattia, faccia sentire davvero soli, faccia sentire davvero sbagliati, nel momento in cui la si prova. E quindi avevo proprio l’esigenza di parlarne, però di scandagliare un po’ tutte le varie emozioni che c’erano dietro tutti i vari sentimenti e quindi è nato appunto questo romanzo, in cui si parla in realtà anche di endometriosi, perchè non poteva non esserci. Non è la protagonista principale, perché la protagonista principale non ha malattie croniche e questo volevo, analizzare il panico da solo, ok? Perché io sono stata panico, malattie, avevo bisogno di dividere le varie cose, no? I vari personaggi. Lei rappresenta il panico e poi c’è un altro personaggio che rappresenta la malattia cronica quindi, però all’inizio, lei non sa ancora di soffrirne, ok? Quindi è un po’ l’iter di arrivare a capire cosa ha, l’iter che di solito si ha, perché si viene considerati nel momento in cui sì… c’è scritto su… su qualche referto infertilità. Perché a quel punto non si riesce, no? In un certo senso e quindi allora sei degna di nota, vieni presa in considerazione, il dolore che provi, no. Però quando c’è l’infertilità, allora comincia a essere presa in considerazione e volevo segnalare come dire anche questa cosa nel libro.

Nicole Calvani: Wow. Sto provando tutto un mix di emozioni ascoltandoti, non so se ho notato ma io ho aperto bocca solo per dire “Ah, ah”, “Sì ti capisco!”, “Eh, ma la società”.

Francesca Della Riva: Scusate, vi ho zittite

Nicole Calvani: No, assolutamente.

Francesca Della Riva: Scusate.

Nicole Calvani: No anzi, noi ci siamo zittite perché di solito sai interrompiamo come ho fatto io prima, però proprio, oltre che è stato piacevole ascoltarti, però proprio, mi è sembrato anche… io una malattia diversa

Francesca Della Riva: Certo.

Nicole Calvani: Però mi è sembrato… gli step che hai fatto, simile al mio percorso, no? E quindi ti ascoltavo, ti ascoltavo, mi rivedevo molto e… e, però, mi sono resa conto che hai una grandissima consapevolezza Francesca.

Allison Dye: Vero.

Nicole Calvani: E che tu sei arrivata a questa consapevolezza, a seguire un percorso psicologico che non è facile…

Francesca Della Riva: Sì.

Nicole Calvani: Sappiamo no? Che non è assolutamente facile.

Francesca Della Riva: No.

Nicole Calvani: E poi a scrivere un libro, ad avere due dolcissime e belle bimbe, Eleonora e Benedetta, mi sono ricordata pure i nomi, questo bisogna segnarcelo.

Allison Dye: Eheheh.

Francesca Della Riva: Ehehhe.

Nicole Calvani: Cavolo. Sti cavoli. Posso dirtelo?

Francesca Della Riva: Hehehe. 

Nicole Calvani: Per non dire altro. Sto cercando di essere meno rozza possibile.

Francesca Della Riva: Hehehe. 

Allison Dye: Hehehe.  

Nicole Calvani: Però abbiamo capito cosa servirebbe dire… perchè davvero, si potrebbe anche dire, però siccome dico troppo spesso, allora cerco di censurarmi ogni tanto… perché sennò poi sembra che siamo censurati, no, però… Brava Francesca, e grazie di cuore che ne stai parlando con noi, perché non sai quanto è importante raccontare la propria storia… Non hai idea quanto…quante persone tu puoi aiutare. 

Allison Dye: Infatti.

Francesca Della Riva: Sì.

Nicole Calvani: Non sto scherzando. È immenso.

Allison Dye: Hai aiutato anche noi.

Francesca Della Riva: Grazie, grazie.

Nicole Calvani: Mi hai dato cose a cui pensare, poi, devo esser sincera. Quindi… in bene, tranquilla. Ti ringrazio, davvero.

Francesca Della Riva: Ma niente, ma grazie a voi, ci mancherebbe altro.

Nicole Calvani: Ho una domanda, perdonami. 

Francesca Della Riva: Sì, dimmi!

Nicole Calvani: Sennò me la dimentico. Gli step, no? Per arrivare alla pubblicazione del libro, cosa bisogna fare esattamente, in modo che poi le persone sanno anche nel caso dove andare… Francesca Della Riva: Certo, adesso il libro è entrato in crowdfunding con la casa editrice Bookabook, significa che raccoglie, deve raccogliere 200 copie, 200 preordini, in 100 giorni per poter arrivare alla pubblicazione. Adesso siamo in piena campagna crowdfunding, mancano 42 giorni e mancano circa un’ottantina di copie e preordinando, preordinando il libro, c’è sia la versione ebook, sia la versione cartacea, di cui si possono ordinare fino a un massimo di 5 copie, e si supporta la campagna sostanzialmente. Quindi preordinando il libro, si supporta la campagna, poi una volta finita, se arriveremo al raggiungimento delle 200 copie, il libro entrerà quindi nel circuito, quindi verrà fatto un editing, verrà fatto una correzione bozze, un’impaginazione grafica e verrà quindi stampato e mandato alle persone che hanno preordinato ma non solo, anche distribuito poi nelle librerie eccetera… che poi, proprio ciao, sarebbe un sogno. Diciamo che se non raggiungo, il libro arriva comunque alle persone che hanno preordinato in una versione chiaramente non editata, ok? Quindi così, com’è, non rivista da professionisti, per intenderci. Se invece si arriva alle 200 copie, non solo arriva alle persone che hanno preordinato, ma insomma arriva in libreria.

Nicole Calvani: Insomma, molta più soddisfazione, certo cavolo.

Francesca Della Riva: Sì, sarebbe…

Nicole Calvani: Stare in libreria.

Francesca Della Riva: Sarebbe davvero fantastico, un sogno che si avvera.

Nicole Calvani: Insomma preordinate tutti, chiunque sta ascoltando è quasi una minaccia. No sto scherzando, non è una minaccia.

Allison Dye: Sì, Sì, Sì, andate subito.

Francesca Della Riva: No, vabbè.

Allison Dye: Andate subitissimo.

Nicole Calvani: Però, davvero, è una bella cosa, davvero. 

Francesca Della Riva: Grazie.

Nicole Calvani: Ti auguro comunque di raggiungere davvero tutto quello che ti sei prefissata, ok? 

Francesca Della Riva: Grazie.

Allison Dye: Infatti.

Nicole Calvani: Oltre al libro, qualsiasi altra cosa, perché stai scalando ancora una bella montagna immagino.

Francesca Della Riva: Sì.

Nicole Calvani: Che comunque…

Francesca Della Riva: Sì

Nicole Calvani: È cronica, malattia cronica, insomma.

Francesca Della Riva: Sì, cronica esatto, con i suoi alti e con i suoi bassi, con le terapie da dover cambiare, con effetti collaterali da dover gestire…

Nicole Calvani: Sì, perchè…

Francesca Della Riva: Esami da fare.

Nicole Calvani: Io, per esempio, ero tanto ignorante sul discorso endometriosi… io ho iniziato a conoscere l’endometriosi, pensa te, su Instagram.

Francesca Della Riva: Eh beh.

Nicole Calvani: Meglio grazie a Erica.

Francesca Della Riva: Esatto.

Nicole Calvani: endo.metriosi.

Francesca Della Riva: Esatto, sì, sì, sì.

Nicole Calvani: Gleilo dico a Erica. Che lei appunto, a forza di ripetere “No, con l’intervento non si guarisce”, 

Francesca Della Riva: Esatto.

Nicole Calvani: “No, facendo figli non si guarisce” e sai, perché cavolo, poi dopo ho iniziato anche a seguire te, pian piano, prima con la pagina “Manonsembrimalata”, poi anche con il mio account personale, perché io ogni tanto sono rimbambita e li confondo eh, però a parte questo…E quindi no davvero tanta… cavolo… hai fatto un lavoro incredibile.

Allison Dye: Davvero, impariamo tanto da voi e ne siamo grate. Davvero.

Nicole Calvani: Sì

Francesca Della Riva: Grazie a voi per dare voce, perché è importantissimo dare voce, e io, io per prima avrei voluto sentire delle storie, quando magari ero più giovane, appunto perché penso che mi avrebbero aiutato nel capire come gestire meglio. È solo che poi…

Allison Dye: Certo.

Francesca Della Riva: quando si riceve la diagnosi di malattia cronica, non è facile da digerire la cosa Quindi si spera sempre che ci sia una soluzione, no? E ci si aggrappa…

Allison Dye: Certo.

Francesca Della Riva: Con le unghie e con i denti, in realtà non è neanche il modo corretto… dopo ognuno affronta la malattia ovviamente a suo modo, però non è il modo più onesto, ecco, di affrontare la malattia, perché si va appunto anche ad illudere che ci sia una soluzione, no?

Nicole Calvani: Esatto.

Francesca Della Riva: Quando invece non c’è.

Allison Dye: Esatto.

Francesca Della Riva: E questa secondo me è la parte più difficile di una malattia cronica: è quella di sapere che non ci sarà cura, perché chiaramente, ehm, tutti vorremmo ci fosse una soluzione, ma quando ci si scontra con il fatto che la soluzione non c’è, secondo me è la parte più difficile. E comporta un grossissimo lavoro, soprattutto interiore, perché…

Nicole Calvani: Sì.

Francesca Della Riva: La consapevolezza di avere una malattia, che comunque fai degli interventi, ehm, abbastanza… ok, ehm, massimi e insomma, abbastanza profondi, però la malattia comunque si può ripresentare, non è automatico, ma si può ripresentare perchè comunque le recidive ci sono e nel mio caso sono, erano anche più gravi di come era partita diciamo la malattia, e diciamo, non è facile ecco, da mandare giù, come come cosa, quindi chiaramente, si tende magari… c’è chi come me tende, a voltarsi dall’altra parte, piuttosto a dire “Ok va bon è finito”, “Basta”, “Non ci voglio credere” Okay?

Allison Dye: Sì è vero.

Francesca Della Riva: Questo comporta un grandissimo lavoro interiore arrivare alla consapevolezza che invece quella malattia c’è, e anzi bisogna fare i controlli, bisogna prendere le terapie che ci dicono i medici, e che non è scontato, perché a volte io mettevo in dubbio anche quello e invece no, bisogna… bisogna affidarsi e fidarci ovviamente delle persone giuste, specializzate, ma bisogna affidarsi e fidarsi.

Nicole Calvani: Concordo pienamente.

Allison Dye: Si concordo. Sì è proprio vero. Mamma mia Francesca, questa chiacchierata è stata proprio bella.

Francesca Della Riva: Grazie a voi.

Allison Dye: E come ha già detto Nikita, andate tutti a trovare dove potete preordinare il libro. E dove posso trovarti su internet, sui social,su Instagram, Twitter, quello che hai, magari condividi il nickname.

Francesca Della Riva: Io ho Instagram “Il mio spazio libero” e sono anche su Facebook con il mio nome e cognome, quindi Francesca Dalla Riva e il link del libro, io ogni tanto lo posto nelle storie ma è anche fisso nella bio in questo momento.

Nicole Calvani: Ok, perfetto, perfetto. 

Allison Dye: Andate a il_mio_spazio_libero seguitela, vedete quel link, andate a cliccare e preordinare il suo libro.

Francesca Della Riva: Grazie.

Allison Dye: È una persona meravigliosa.

Francesca Della Riva: Grazie.

Allison Dye: Il suo account

Nicole Calvani: Concordo.

Allison Dye: l’adoro. Ci tengo a dirlo di nuovo, l’adoro. Perché scrivi molto e come abbiamo detto prima. Ormai non si fa più questa cosa, sembra più una cosa che si faceva, no? All’inizio di Instagram, ma non si fa più. E a me, guardando il tuo profilo, mi viene sempre quella bellissima nostalgia perché mi ricorda l’instagram che, che ho sempre amato, no? Dove scrivi e condividi queste parti della tua vita.

Francesca Della Riva: Sì, sì.

Allison Dye: E anche io devo dire faccio un po’ alla vecchia maniera.

Francesca Della Riva: Sì, sì.

Allison Dye: Ancora davvero.

Nikita e Allison Dye: Grazie di cuore Francesca.

Francesca Della Riva: Grazie davvero, grazie a voi davvero, grazie mille. Grazie mille. 

Allison Dye: È stato un piacere. Mandiamo degli abbracci a chi sta ascoltando in questo momento. Mando degli abbracci anche a voi, grande grande, con la speranza che un giorno…

Nicole Calvani: Un abbraccio grande.

Allison Dye: Ci possiamo incontrare davvero.

Francesca Della Riva: Un abbraccio grande.

Nicole Calvani: Esatto.

Allison Dye: Ciao ciao ciao. 

Francesca Della Riva: Ciao ciao ciao.

 

[SIGLA OUTRO: Musica, canzone con testo:

“Somethin’ special don’t know why,

Somethin’ special that I like about you,

About you, 

There’s a mystery entwined somethin’ bigger to define about you, 

About you…”]

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